Cosa può spingere una delle più grandi aziende farmaceutiche al mondo verso un nuovo slancio in Borsa dopo anni di discesa? I numeri sono chiari, le analisi pure, ma il mercato ha il suo tempo e i suoi umori.
Con una raccomandazione media degli analisti che invita ad “accumulare”, Pfizer si trova davanti a un bivio: è solo una pausa prima della ripartenza o un lento scivolare verso livelli dimenticati?
Una discesa costante dai massimi del 2021 ha messo a dura prova la pazienza degli investitori. Ora, a ridosso di supporti tecnici chiave, si apre una finestra di possibilità, o forse di illusione.
Dal grafico ai fondamentali, passando per le ultime notizie, qualcosa si muove. Ma sarà abbastanza? È il momento giusto per avvicinarsi a Pfizer, o c’è ancora da aspettare che la nebbia si diradi?
Quando si parla di Pfizer, è inevitabile tornare con la memoria agli anni del boom, tra vaccini e una visibilità mediatica altissima. Ma il mercato non ha memoria lunga. Dai picchi di 54,22 dollari nel 2021 (nel 2008 quotatava 7,47 dollari), il titolo è crollato fino agli attuali 22,04. La discesa è stata lenta, senza drammi improvvisi, ma costante. Una curva che ha seguito il calo dell’interesse globale per i vaccini e una rotazione degli investimenti verso altri settori più promettenti.
La situazione attuale è quella di un titolo che cerca un equilibrio. I prezzi si sono avvicinati a un importante supporto di lungo periodo, mentre l’Alligator Index, uno degli strumenti più usati per analizzare il momentum, non mostra ancora segnali di inversione. Su base mensile e trimestrale, i grafici restano incerti, mentre sul settimanale si nota un contatto interessante con la trend line che parte dai minimi del 2021.
Nonostante il momento poco brillante, il consenso degli analisti resta positivo. Il prezzo obiettivo medio, come risulta da Marketscreener, è fissato a 30,16 dollari, con un potenziale rialzo del +36,86% rispetto al livello attuale. La raccomandazione media è “Accumulate”, un segnale che indica fiducia a medio-lungo termine. I 23 analisti che seguono il titolo sembrano vedere oltre la fase stagnante, scommettendo su una ripresa supportata da una pipeline farmaceutica diversificata e nuovi investimenti strategici.
Negli ultimi mesi, Pfizer ha avviato collaborazioni nel settore delle biotecnologie e ha puntato sull’intelligenza artificiale per migliorare lo sviluppo di farmaci. Non sono notizie da prima pagina, ma mostrano una direzione precisa. Dal punto di vista tecnico, la media mobile a 200 trimestri si trova a quota 13,53: un’area di lungo termine che potrebbe diventare un livello spartiacque, ma che per ora resta lontana.
Il supporto più immediato è a 21,69, mentre la resistenza principale è fissata a 27,24: oltre quel livello potrebbe scattare qualcosa. Ma per adesso, chi guarda Pfizer lo fa con un misto di cautela e curiosità. È un titolo che sembra addormentato, ma che potrebbe risvegliarsi. Il dubbio è: meglio agire adesso, oppure aspettare segnali più netti?
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