Crypto scandalo: MELANIA affonda, e ora anche la politica USA vuole vederci chiaro

Dal boom alla caduta verticale: MELANIA, la meme coin legata a Melania Trump, è finita nell’occhio del ciclone tra vendite sospette, crolli improvvisi e legami con altre criptovalute controverse. Una storia che mescola politica, speculazione e opacità.

C’era un tempo in cui le meme coin erano solo una trovata goliardica nata nei meandri di internet. Oggi, invece, rappresentano un territorio in cui il confine tra ironia e manipolazione finanziaria si fa sempre più sottile. È il caso di MELANIA, la criptovaluta che porta il nome dell’ex first lady americana, lanciata con grande clamore e subito protagonista di una frenesia speculativa che ne ha spinto la capitalizzazione fino a 2,2 miliardi di dollari.

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Il meme coin Melania affonda e si parla di scandalo – crypto.it

Ma l’euforia è durata poco: nel giro di pochi giorni, il token ha perso oltre il 90% del proprio valore, crollando a 0,44 $per unità. Secondo l’analisi di Coinspeaker, il team avrebbe prelevato 30 milioni di dollari dai fondi comunitari, di cui 2 milioni ritirati dai pool di liquidità e circa 1 milione trasferito su exchange centralizzati.

Dinamiche sospette e collegamenti con LIBRA

Le dinamiche alla base del crollo di MELANIA sono tutt’altro che casuali. Un’indagine di Bubblemaps, ripresa anche da CoinDesk, ha evidenziato forti similitudini con un’altra meme coin recente: LIBRA, legata alla figura del presidente argentino Javier Milei. Entrambi i progetti sono riconducibili a Hayden Davis, CEO di Kelsier Ventures, già noto per operazioni aggressive nel settore. Davis ha pubblicamente ammesso di aver “snipato i token”, cioè acquistato in anticipo grandi quantità di criptovaluta per poi rivenderle a un prezzo più alto, sfruttando l’hype iniziale. La combinazione di questi comportamenti ha portato molti osservatori a parlare apertamente di rug pull mascherato, ossia di una truffa realizzata attraverso la rimozione improvvisa della liquidità da parte degli sviluppatori.

libra coin
Gli esperti notano legami sospetti tra l’andamento di Libra e di Melania coin – crypto.it

I legami tra MELANIA e LIBRA non si limitano al team tecnico: la strategia di lancio, il modello distributivo e la comunicazione social sono praticamente sovrapponibili, al punto che alcuni analisti indipendenti parlano di uno schema seriale di pump and dump applicato a personaggi pubblici. Il tutto mentre la criptosfera, e in particolare il mondo delle meme coin, continua a muoversi in un’area grigia regolatoria sempre più discussa.

Pressioni politiche e riflettori normativi

L’intera vicenda ha sollevato reazioni anche sul piano istituzionale. Come riportato da Auchincloss.house.gov, alcuni parlamentari democratici hanno chiesto l’intervento delle autorità di vigilanza statunitensi per indagare sul possibile coinvolgimento della famiglia Trump in operazioni di auto-promozione finanziaria travestite da progetti decentralizzati. L’uso di nomi noti per attrarre investitori retail su asset ad altissimo rischio viene visto con crescente preoccupazione a Washington, dove si teme una nuova ondata di truffe travestite da innovazione.

Nel frattempo, il caso MELANIA diventa un simbolo dell’ambiguità che circonda molte criptovalute speculative. Gli esperti raccomandano massima prudenza: come ha spiegato Coinspeaker, prima di investire in progetti di questo tipo è essenziale fare due diligence, analisi on-chain e valutare la trasparenza del team. La lezione è chiara: dietro l’apparenza virale di una meme coin può nascondersi un meccanismo perfettamente studiato per trasferire valore dai piccoli investitori a chi controlla le chiavi.

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