Trump sta davvero aiutando XRP? Ecco perché potrebbe limitarne la crescita

L’inclusione di XRP nella riserva strategica americana e la chiusura della causa con la SEC sembrano ottime notizie. Ma c’è un lato oscuro.
Dietro l’apparente supporto del governo USA a Ripple si nascondono dinamiche che potrebbero limitare la crescita del token nel medio termine.

Negli ultimi giorni, il prezzo di XRP è salito di oltre l’8%, sospinto da due notizie che hanno acceso l’entusiasmo degli investitori. La prima riguarda la chiusura definitiva della causa intentata dalla SEC contro Ripple, annunciata ufficialmente il 25 marzo 2025 dal CEO Brad Garlinghouse. La seconda è l’inserimento di XRP nella crypto reserve strategica lanciata dal presidente Donald Trump, assieme a Bitcoin, Ethereum, Solana e Cardano.

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Nonostante l’inserimento nella riserva strategica americana, l’XRP potrebbe avere delle difficoltà-try

Se in apparenza tutto sembra andare nella direzione giusta, sotto la superficie si stanno muovendo forze che potrebbero trasformare questo slancio in un freno. E molti esperti iniziano a chiedersi se quello che oggi viene accolto con entusiasmo, domani non si riveli un boomerang per la crescita dell’ecosistema Ripple.

Un endorsement governativo che rischia di penalizzare la liquidità

L’inserimento di XRP nella nuova crypto reserve USA, annunciata dalla Casa Bianca a fine marzo, è stato accolto dai media come un segnale di riconoscimento istituzionale. Ma secondo alcuni analisti, tra cui il team di BankingDive, questa scelta rischia di diventare un’arma a doppio taglio.

Con l’acquisto e lo stoccaggio di grandi quantità di XRP da parte del governo, potrebbe ridursi in modo significativo la liquidità del token sul mercato aperto. Meno token in circolazione, in teoria, aumentano il valore. Ma in pratica, in un contesto di volatilità e scambi rapidi come quello crypto, una liquidità limitata può compromettere le dinamiche di prezzo e scoraggiare gli investitori retail.

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L’endorsement del governo USA potrebbe penalizzare l’XRP – crypto.it

Non solo. Secondo Forbes, l’eccessiva associazione politica di XRP al governo attuale potrebbe renderlo vulnerabile a cambiamenti di leadership. Una nuova amministrazione potrebbe cambiare radicalmente orientamento, lasciando Ripple esposta a rischi di instabilità normativa.

La fine della causa con la SEC chiude un capitolo, ma non protegge il futuro

Dopo quasi cinque anni di battaglia legale, la SEC ha deciso di archiviare definitivamente il procedimento contro Ripple. Una notizia storica, che porta chiarezza su uno dei casi più discussi del settore. Tuttavia, come sottolinea AP News, questa vittoria legale non equivale a una certificazione permanente di sicurezza per il token.

XRP, pur avendo evitato l’etichetta di “security”, resta nel mirino della regolamentazione futura. E se la sua crescita dipendesse ora dalla benevolenza del governo, più che dalla spinta del mercato e dall’adozione reale, potrebbe perdere parte del suo appeal tra gli investitori decentralizzati.

Un altro punto critico è l’assenza di nuovi catalizzatori concreti nel breve termine. L’aspettativa di partnership con istituzioni finanziarie si è raffreddata negli ultimi mesi e, in assenza di sviluppi tangibili, l’entusiasmo generato dalle notizie politiche rischia di esaurirsi rapidamente.

Per molti investitori, quindi, la domanda è: Donald Trump sta davvero salvando XRP o sta inconsapevolmente limitando il suo potenziale? Le prossime settimane saranno decisive per capirlo, ma una cosa è certa: oggi più che mai il token ha bisogno di dimostrare la sua resilienza al di là delle dinamiche politiche.

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