Ti sei mai chiesto se sia davvero possibile restare a galla quando si perde il lavoro ma si vuole comunque fare esperienza? Cosa succede se, mentre ricevi l’indennità di disoccupazione, ti offrono un tirocinio? Devi scegliere tra formarti o continuare a ricevere la NASpI?
Questo è uno di quei casi in cui la legge sembra complicata, ma in realtà può giocare a tuo favore. Soprattutto se ti trovi nella stessa situazione di Nicola, che ha affrontato un bivio simile. Quello che ha scoperto (e che può valere anche per te) è qualcosa che in pochi conoscono, ma che può fare la differenza tra un’opportunità persa e una porta che si apre. E no, non stiamo parlando di compromessi o di soluzioni temporanee.

Quando Nicola ha perso il lavoro come impiegato, si è trovato in bilico tra la voglia di ripartire e la paura di sbagliare. Riceveva la NASpI e, nel mezzo della ricerca di nuove occasioni, gli è stato proposto un tirocinio. Nulla di troppo ambizioso, ma utile per restare attivo e aggiornato. Il dubbio era forte: accettare il tirocinio avrebbe significato perdere l’indennità? Nessuno sembrava avere una risposta chiara. Nicola ha deciso di cercare da sé, e la risposta che ha trovato è stata un vero sollievo.
Tirocinio e NASpI possono convivere: il caso di Nicola
Quello che Nicola ha scoperto è che il tirocinio non è considerato un lavoro subordinato. Lo chiarisce l’INPS nella circolare n. 174 del 2017: partecipare a un percorso formativo come un tirocinio non fa decadere il diritto alla NASpI, anche se viene corrisposta una piccola indennità.

Ma cosa si intende per piccola indennità? Si tratta di una somma forfettaria, spesso tra i 300 e gli 800 euro al mese, riconosciuta per coprire spese come trasporto e pasti. Non è uno stipendio, né viene considerato reddito da lavoro dipendente. Proprio per questo, può coesistere senza problemi con l’indennità di disoccupazione. Nicola, quindi, ha potuto accettare il tirocinio e continuare a ricevere la NASpI, senza perdere nulla.
Ha frequentato il tirocinio, acquisito nuove competenze e, al termine, ha ricevuto una proposta di lavoro proprio dall’azienda che lo aveva ospitato. Una svolta inaspettata resa possibile da una normativa poco conosciuta, ma molto utile.
Un piccolo passo formale che può fare la differenza
Anche se non è obbligatorio, Nicola ha deciso di comunicare all’INPS l’inizio del tirocinio tramite il servizio online “NASpI-COM”. Questo ha evitato qualsiasi problema con l’erogazione della NASpI, garantendo trasparenza e regolarità.
Chi ha diritto alla NASpI deve essere disoccupato in modo involontario e avere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Dal 2025 c’è una novità: se ti licenzi da un lavoro stabile e vieni riassunto, hai diritto alla NASpI solo se accumuli almeno 13 settimane anche nel nuovo impiego. Un dettaglio importante per evitare brutte sorprese.
Nicola oggi guarda indietro con soddisfazione. Ha mantenuto l’indennità e ha colto un’occasione preziosa.