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L’INPS l’ha detto chiaramente: maggio è il limite per chi vuole uscire prima dal lavoro

Pubblicato da
Gerardo Marciano

Hai fatto turni notturni, lavorato alla catena di montaggio o guidato mezzi pubblici per anni? C’è una scadenza che potrebbe cambiare il tuo futuro: il 1° maggio 2025. Una data che vale più di quanto sembri.

C’è chi la ignora, chi la teme e chi invece potrebbe sfruttarla per lasciare il lavoro prima. L’INPS ha parlato chiaro, ma non tutti hanno ancora compreso quanto sia importante agire in tempo.

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Lucio si alza da decenni alle quattro del mattino per guidare l’autobus. Gianna ha passato gli ultimi trent’anni sulla linea di montaggio. Romano fa i turni di notte in magazzino da quando aveva vent’anni. Tre vite comuni, faticose, eppure non sempre riconosciute come tali. Quando hanno letto del messaggio INPS 801 del 5 marzo 2025, hanno capito che forse qualcosa poteva cambiare.

Il messaggio riguarda la domanda per il riconoscimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti. Una richiesta da inviare entro il 1° maggio 2025 per chi raggiunge i requisiti pensionistici nel 2026. La posta in gioco? La possibilità concreta di andare in pensione anticipata.

Riconoscere i lavori pesanti può fare la differenza

I lavoratori notturni, i conducenti del trasporto pubblico, chi lavora alla catena di montaggio o svolge mansioni usuranti possono rientrare tra i beneficiari. Ma non basta aver faticato: servono documenti precisi, anni di contributi e requisiti anagrafici specifici.

Riconoscere i lavori pesanti può fare la differenza-crypto.it

Lucio, ad esempio, con 62 anni e 7 mesi d’età e 35 anni di contributi, può accedere alla pensione se raggiunge quota 98,6. Gianna, lavoratrice dipendente, rientra nei parametri se dimostra la sua attività usurante. Romano, che lavora di notte, deve provare almeno 78 turni notturni all’anno.

La domanda va presentata online con il modulo AP45 e tutta la documentazione necessaria. Chi presenta in ritardo, anche solo di qualche giorno, si vedrà posticipare la pensione: fino a un mese per chi ritarda di poco, tre mesi se il ritardo è più lungo.

Chi si muove in tempo può davvero andare in pensione prima

Presentare la domanda entro la scadenza permette all’INPS di riservare una posizione favorevole per il trattamento pensionistico. Anche se in alcuni casi l’accesso può essere posticipato per motivi di copertura finanziaria, avere tutto in regola è fondamentale.

Lucio si è rivolto a un patronato, Gianna a una consulente, Romano ha chiesto al sindacato. Tre scelte diverse, ma un obiettivo condiviso: non farsi trovare impreparati.

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