Invalidità civile: non solo infarto, ecco le patologie meno note

Maurizio ha 52 anni, una vita scandita da orari d’ufficio e responsabilità quotidiane, fino al giorno in cui un infarto ha stravolto tutto. Non solo la paura e le difficoltà fisiche, ma anche il bisogno urgente di capire se e come poter contare su un supporto economico.

Per molti, la domanda è la stessa: un infarto dà diritto all’assegno di invalidità? E ci sono altre malattie, meno conosciute, che permettono di accedere a questo beneficio? C’è molto da chiarire, e spesso la risposta non è immediata.

Persona affetta da una patologia
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Quando si parla di invalidità civile, il primo passo è comprendere che il riconoscimento dipende dalla percentuale di riduzione della capacità lavorativa. In Italia, l’INPS valuta ogni caso con l’aiuto di una commissione medica, che assegna una percentuale in base alla gravità della patologia. Maurizio, dopo l’infarto, ha ricevuto una diagnosi di scompenso cardiaco di classe III, che significa difficoltà a svolgere anche attività leggere. Con una percentuale di invalidità del 75%, ha ottenuto l’assegno mensile di assistenza, oltre all’esenzione ticket e altri benefici.

Infarto e diritto all’assegno mensile

Il cuore compromesso non basta da solo per accedere all’assegno. Conta la gravità dello scompenso. L’invalidità per problemi cardiaci si valuta secondo quattro classi: la prima, con sintomi lievi o assenti, non dà diritto a benefici; la quarta, con sintomi anche a riposo, può portare a un’invalidità del 100%.

Persona che si informa sul web
Infarto e diritto all’assegno mensile-crypto.it

Il caso di Maurizio, in classe III, rientra nella soglia che consente l’accesso all’assegno, purché il reddito personale non superi determinati limiti (circa 5.771,35 euro annui per il 2025). Chi rientra in queste categorie può anche ottenere il collocamento mirato, il congedo per cure e forniture gratuite per protesi e ausili. Ma attenzione: l’INPS può disporre controlli periodici, per verificare se la situazione sanitaria è migliorata, anche grazie a cure innovative.

Invalidità: le patologie che pochi conoscono

Non solo infarto. Ci sono malattie rare e condizioni poco note che danno diritto all’invalidità civile, anche se molti non lo sanno. Ad esempio, tra le malattie autoimmuni troviamo il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica (nota anche come sclerodermia), l’artrite reumatoide e la malattia di Crohn. Si tratta di patologie spesso invisibili, ma molto invalidanti.

Nel campo delle malattie neurologiche degenerative, invece, rientrano la sclerosi multipla, il Parkinson e la malattia di Huntington. Tutte condizioni che, con il tempo, compromettono in modo importante le funzioni motorie, cognitive e la qualità della vita.

Anche le patologie psichiatriche possono dare diritto all’invalidità, se gravi e persistenti. È il caso della schizofrenia, del disturbo bipolare e di alcune forme gravi di depressione maggiore, che possono impedire completamente la normale vita lavorativa e sociale.

Secondo l’Osservatorio Malattie Rare, anche chi ha una riduzione non totale ma superiore al 33% della capacità lavorativa può ottenere agevolazioni. Il problema è che in tanti, come Maurizio all’inizio, non sanno a chi rivolgersi, né quali siano i requisiti reali. Eppure, una diagnosi precisa e una valutazione specialistica possono aprire a diritti fondamentali.

Se anche tu ti trovi in una situazione simile, vale la pena fermarsi e approfondire. Perché tra certificazioni mediche, soglie di reddito e documenti, può nascondersi una possibilità concreta di supporto. E se una persona informata vale per due, allora anche una storia come quella di Maurizio può fare la differenza.

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