Criptovalute sotto attacco o nuova via d’uscita? Ecco cosa propone davvero a16z alla SEC

Un recente documento di Andreessen Horowitz riaccende il dibattito sulla regolamentazione crypto. La proposta arriva dopo l’appello della SEC per maggiore chiarezza. La Commissaria Hester Peirce chiede un nuovo approccio. Ma il framework suggerito da a16z è davvero la risposta?

Il 21 febbraio 2025, la Commissaria della SEC, Hester Peirce, ha pubblicato una dichiarazione dal titolo “There Must Be Some Way Out of Here”, una citazione di Bob Dylan che ha fatto subito parlare di sé. Il tono era inusuale per un documento ufficiale: frustrato, urgente, quasi un grido per un cambiamento nella regolamentazione delle criptovalute. La dichiarazione includeva oltre 50 domande rivolte al pubblico, cercando risposte su come regolamentare correttamente il mondo blockchain.

aerei criptovalute
Criptovalute sotto attacco o inizio di una nuova epoca? – crypto.it

La risposta non si è fatta attendere. Il 13 marzo, la società di venture capital Andreessen Horowitz (a16z) ha pubblicato la sua proposta: un framework di regolamentazione basato sulla decentralizzazione. E qui inizia un acceso dibattito.

Il cuore della proposta: tutto dipende dal controllo

Secondo il modello di a16z, una rete non dovrebbe essere regolata come un titolo finanziario se rispetta tre requisiti fondamentali: è accessibile pubblicamente, è autonoma, e non è più sotto il controllo di un’entità centrale. In altre parole, se una blockchain è veramente decentralizzata, i token ad essa collegati non dovrebbero essere soggetti alle leggi sui titoli.

L’approccio mira a evitare che progetti realmente aperti e senza controllo centralizzato vengano trattati come azioni o obbligazioni. Ma come si misura la decentralizzazione? Qui emergono i primi dubbi. Alcuni analisti sottolineano come molte reti si presentino come decentralizzate, pur mantenendo leve di potere non dichiarate.

criptovalute
Il cuore della questione è sempre quello legato al sistema di controllo applicato alle criptovalute – crypto.it

Secondo il portale Crypto.news, il modello di a16z vuole offrire “una via d’uscita, non una scappatoia”, ma il rischio è che questa distinzione venga utilizzata in modo opportunistico da chi vuole evitare la supervisione normativa. Anche perché il confine tra governance distribuita e controllo mascherato è spesso sottile.

Il ruolo della SEC e le sfide ancora aperte

Il documento di Hester Peirce ha avuto il merito di aprire un dialogo diretto con l’ecosistema crypto. Sul sito ufficiale della SEC, sono state raccolte le reazioni alla dichiarazione, che mostra chiaramente la volontà di riformare un approccio regolatorio che molti considerano anacronistico rispetto alla velocità con cui evolve il settore.

Tuttavia, come evidenziato da esperti del settore intervistati da CoinDesk, la proposta di a16z presenta margini di ambiguità: chi certifica il livello di decentralizzazione? Quali metodi e metriche vengono considerati affidabili? E soprattutto, chi ha l’autorità per validare l’applicazione del framework in caso di contenzioso?

Il tema resta centrale perché la regolamentazione delle criptovalute non può più essere rinviata. Le iniziative legislative in discussione al Congresso americano mirano a creare regole certe, ma resta da capire se si tratterà di norme favorevoli all’innovazione o di freni mal calibrati.

Nel frattempo, la proposta di a16z ha avuto almeno un merito: rimettere al centro la questione fondamentale che divide regolatori e innovatori. Non basta più parlare di “cripto sì, cripto no”: serve definire chi controlla cosa, e soprattutto, chi lo decide davvero.

Gestione cookie