Ti sei mai chiesto se durante un momento così delicato come il congedo straordinario ex Legge 104 si è davvero protetti? C’è chi pensa che basti attivarlo per essere al sicuro, ma la realtà è più sfumata. Una scelta fatta per amore può trasformarsi in un terreno scivoloso.
E mentre ti prendi cura di una persona cara, potresti ritrovarti a fare i conti con situazioni inaspettate. Il rischio non è solo economico, ma emotivo. Le tutele ci sono, sì, ma non sono una corazza impenetrabile. E nel mondo del lavoro di oggi, questo fa tutta la differenza.

Quando Alessandro ha deciso di richiedere il congedo straordinario ex Legge 104 per prendersi cura del padre malato, pensava di fare la scelta giusta. Lo era, umanamente. Ma mentre si occupava delle terapie e dei momenti difficili in famiglia, sul lavoro qualcosa cambiava. L’azienda cominciava a parlare di tagli, cassa integrazione, ristrutturazione. Non era preparato all’idea di poter perdere il posto. Pensava che bastasse il congedo per mettersi al riparo. Invece, un giorno arrivò una lettera: era stato licenziato. E lì è iniziata un’altra battaglia.
Congedo 104: tutela sì, ma non totale
Molti credono che il congedo straordinario con Legge 104 garantisca l’intoccabilità. La verità è che protegge solo da un certo tipo di licenziamento: quello discriminatorio, cioè basato esclusivamente sulla fruizione del congedo. Ma esistono situazioni in cui il licenziamento è considerato legittimo.

Se, ad esempio, l’azienda avvia una cassa integrazione a zero ore, il lavoratore in congedo perde l’indennità prevista. Se invece la riduzione è parziale, percepisce l’integrazione per le ore non lavorate e l’indennità per i giorni in cui avrebbe dovuto lavorare. Ma non è tutto.
Esistono poi casi di giusta causa o giustificato motivo oggettivo o soggettivo. Il dipendente può essere allontanato se commette gravi violazioni, o se l’azienda dimostra reali esigenze organizzative o economiche. Non è il congedo in sé a giustificare il licenziamento, ma la situazione concreta. La Legge non chiude gli occhi su comportamenti scorretti, né obbliga un’impresa in difficoltà a mantenere personale solo perché assente per cause legittime.
Il caso di Alessandro e la linea sottile della legittimità
Nel caso di Alessandro, il licenziamento era legato a una ristrutturazione aziendale che coinvolgeva anche altri dipendenti. Nessuna colpa, nessun abuso del congedo. Solo una scelta aziendale motivata da necessità documentate. Fa male, ma è legittimo.
Diverso sarebbe stato se l’azienda lo avesse licenziato solo per l’assenza dovuta al congedo. In quel caso, sarebbe stato un licenziamento illegittimo e impugnabile. La Corte di Cassazione ha chiarito che il diritto all’assistenza non può diventare un’arma a doppio taglio. Tuttavia, l’uso scorretto del congedo – ad esempio per finalità non assistenziali – può compromettere la fiducia e giustificare una risoluzione del rapporto.
Alla fine, quello che serve è consapevolezza. Il congedo straordinario con Legge 104 è un diritto prezioso, ma non è un’assicurazione contro tutto. E nel mondo del lavoro, dove tutto può cambiare rapidamente, sapere cosa aspettarsi fa davvero la differenza.