IMU azzerata per due case: la sentenza della Cassazione che fa scuola

Se la causa è reale, l’IMU sparisce? Forse ti sembrerà impossibile, ma esiste una circostanza molto precisa in cui la doppia esenzione è perfettamente legittima. Niente scappatoie, nessun trucco da furbetti: è tutto stabilito da una recente decisione della Cassazione.

Eppure, quasi nessuno ne parla. Questo dettaglio può fare una grande differenza nel tuo bilancio familiare, soprattutto se sei sposato e vivi una situazione un po’ fuori dagli schemi.

Persone che leggono dei documenti
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Hai mai pensato che non tutto, quando si parla di tasse, è scolpito nella pietra? Ci sono regole, certo, ma esistono anche delle eccezioni interessanti, che non nascono per favorire i soliti privilegiati, ma per riconoscere le sfumature della vita reale. E proprio dentro queste eccezioni si nasconde la storia che sto per raccontarti.

Pensaci: sei sposato, lavori in una città, il tuo partner in un’altra. Ognuno ha casa propria, per esigenze concrete. Non per capriccio. Ma vi ritrovate ogni volta che potete, perché il vostro legame non è certo meno autentico solo perché diviso da qualche chilometro. In uno scenario del genere, l’ IMU può sembrare un’ulteriore penalizzazione. Ma la legge ha previsto una via d’uscita. Anzi, la giurisprudenza ci è arrivata da poco.

E così, due case possono davvero non significare automaticamente due imposte. Serve una condizione sola, ma è reale. E no, non ha nulla a che vedere con la “furbizia”.

Due abitazioni principali? Succede davvero, ma serve coerenza

Per capire questo meccanismo, bisogna fare chiarezza su un punto: l’ IMU non si paga sull’abitazione principale, cioè sull’immobile dove una persona risiede e dimora abitualmente. Entrambe le condizioni devono esserci, contemporaneamente. Non basta quindi solo la residenza anagrafica.

Persona che fa calcoli
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Nel caso di Giovanni e Silvia, coniugi da anni, le cose sono andate proprio così. Lui lavora a Bologna come medico ospedaliero, lei insegna a Torino. Nessuno dei due ha mai pensato di rinunciare al proprio lavoro. Così hanno fatto una scelta pratica: ognuno ha acquistato casa nella città dove lavora, mantenendo lì anche la residenza e la quotidianità.

Secondo quanto deciso dalla Corte di Cassazione (ordinanza 19684/2024), questa non è una forzatura, ma una situazione pienamente riconosciuta. Se entrambi i coniugi vivono davvero in due immobili diversi per esigenze di vita e vi hanno residenza e dimora abituale, allora ognuno può godere dell’esenzione IMU. Non è un favore, è un diritto.

Ovviamente, tutto deve essere coerente e verificabile: consumi, presenza reale, rapporti sociali, documenti. Se invece si finge solo per non pagare, i Comuni possono facilmente smascherare la frode.

Questa possibilità non vale per tutti, certo. Ma rappresenta un esempio importante di come la legge possa riconoscere le diverse forme in cui oggi si vive e si costruisce una famiglia. La fiscalità, ogni tanto, fa un passo verso la realtà.

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