Il prezzo di Ethereum è sceso bruscamente sotto i 2.000 $, segnando un calo di oltre il 6% in pochi giorni. Dopo aver toccato un picco a 2.105 $ il 24 marzo, ETH è entrato in una fase ribassista che ha sorpreso molti investitori. Ma cosa sta davvero guidando questo declino? E cosa aspettarsi nei prossimi mesi?
Il mondo delle criptovalute non smette mai di sorprendere, soprattutto quando si tratta di asset come Ethereum, che rappresentano non solo un investimento, ma anche l’infrastruttura tecnica su cui poggia gran parte della finanza decentralizzata e delle applicazioni Web3. Quando il prezzo scende all’improvviso, le reazioni sono immediate: chi vende per paura, chi compra sperando in un rimbalzo, chi analizza cercando segnali nascosti nei grafici e nei pattern storici.
E proprio da queste analisi tecniche emergono indicazioni complesse, che raccontano una storia fatta di fattori tecnici, fondamentali e psicologici. Il recente calo sotto i 2.000 $ ha sollevato molti interrogativi tra investitori, analisti e appassionati di mercati digitali, soprattutto alla luce di ciò che sta accadendo anche al resto del mercato crypto globale e alle nuove dinamiche tra domanda e offerta di token.
Secondo un’analisi pubblicata da The Cryptonomist, una delle cause principali del calo di Ethereum è stata la pressione ribassista proveniente dal mercato di Bitcoin, che ha innescato vendite generalizzate su tutto il comparto. A questo si aggiunge un dato rilevante: i saldi di ETH sugli exchange sono aumentati da 14,9 a 15,38 milioni nell’ultimo mese, secondo Invezz. Questo significa che sempre più investitori stanno trasferendo i propri token verso piattaforme dove possono essere venduti, segnale tipico di un clima di sfiducia.
C’è poi un altro elemento in gioco: la crescente concorrenza tra blockchain. Ethereum, pur restando la rete più utilizzata per smart contract e DeFi, deve ora fare i conti con rivali sempre più agguerriti come Solana, BNB Chain e le soluzioni layer-2 come Arbitrum e Optimism, che promettono maggiore velocità e costi di transazione più bassi. In un mercato così competitivo, anche piccoli segnali possono far cambiare le strategie degli investitori.
Le opinioni sul futuro di Ethereum sono piuttosto divise. L’analista Crispus Nyaga, in un report per Invezz, ha evidenziato la possibilità di un ulteriore calo fino a 1.125 $, basandosi su indicatori tecnici come l’RSI e l’oscillatore PPO, che mostrano un momentum ribassista. Se questo scenario dovesse materializzarsi, si tratterebbe di una correzione superiore al 40% rispetto ai massimi recenti.
Tuttavia, non mancano visioni più ottimistiche. The Cryptonomist sottolinea che, nonostante il calo attuale, Ethereum potrebbe beneficiare di un rimbalzo nel medio periodo, soprattutto se il contesto macro e il sentiment di mercato dovessero migliorare. In particolare, il ritorno di interesse verso gli ETF crypto o eventuali aggiornamenti tecnici della rete potrebbero offrire nuovi slanci rialzisti.
In questo momento, ETH viene scambiato a circa 1.874 $, ma il mercato resta estremamente volatile. Le prossime settimane saranno fondamentali per capire se si tratta di una correzione temporanea o dell’inizio di un trend più profondo. Per chi segue Ethereum, è il momento di tenere gli occhi ben aperti.
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