Cripto sotto attacco: tra hacker, frodi e vendite di massa, il mercato è a un bivio storico!

Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase complessa, tra nuove ondate di attività criminali e la prospettiva concreta di un prolungato sell-off. Analisti e autorità parlano apertamente di una possibile “stagione del crimine” per il settore, e i recenti sviluppi sembrano confermarlo.

Nel contesto sempre più regolamentato degli asset digitali, la sicurezza resta un nodo critico. Le criptovalute, pur guadagnando legittimità a livello globale, sono ancora esposte a gravi vulnerabilità.

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Cripto sotto attacco: hacker, stati canaglia e altro minacciano la loro esistenza – crypto.it

A marzo 2025, diverse notizie hanno riacceso i riflettori sull’uso illecito delle valute virtuali e sul crescente clima di sfiducia che sta spingendo molti investitori a liquidare le proprie posizioni. La situazione richiede attenzione: siamo davvero all’inizio di una nuova fase ribassista per il comparto crypto?

Crimini digitali in aumento: il caso Bybit e il ruolo della Corea del Nord

Uno dei segnali più evidenti di questa tendenza è stato l’attacco hacker che ha colpito Bybit, piattaforma tra le più note per il trading crypto. Il furto ha riguardato oltre 1,5 miliardi di dollari in Ethereum, rendendolo uno dei più gravi nella storia recente del settore.

Secondo l’FBI, dietro l’operazione ci sarebbe il gruppo di hacker nordcoreano Lazarus, noto per aver già condotto cyberattacchi ad alto impatto in passato. I fondi sottratti sono stati trasferiti attraverso più blockchain e convertiti in diverse criptovalute per sfuggire al tracciamento. Questo evento ha minato la fiducia nel sistema, contribuendo alla recente discesa del Bitcoin sotto quota $61.000, il livello più basso da novembre.

L’ondata di notizie negative è stata amplificata da fattori macroeconomici: timori inflazionistici, ipotesi di nuove tariffe e incertezza politica globale stanno aggravando il sentiment degli investitori, già scossi da settimane di forte volatilità.

Oltre agli attacchi hacker, emergono anche casi di manipolazione di mercato. Il fondatore di Gotbit, Aleksei Andriunin, ha ammesso la colpevolezza per frode telematica e market manipulation negli Stati Uniti. Secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2024 l’azienda ha gonfiato artificialmente i volumi di scambio di numerosi token attraverso wash trading, alterando la percezione di valore degli asset.

manette crimini digitali
I crimini digitali contro le criptovalute sono in aumento – crypto.it

Questo scandalo evidenzia la fragilità del settore, in cui operatori non regolamentati possono ancora influenzare dinamiche di mercato, alimentando bolle speculative e perdite per gli investitori retail.

Le reazioni politiche e regolatorie: la mossa (inaspettata) di Trump

In risposta a questi episodi, le autorità di regolamentazione stanno intensificando il controllo sul settore crypto. Ma la novità più eclatante è arrivata dagli Stati Uniti, dove l’ex presidente Donald Trump ha organizzato il primo Crypto Summit alla Casa Bianca.

Durante l’incontro, Trump ha annunciato la volontà di creare una riserva strategica nazionale in Bitcoin, aprendo così a un’inedita forma di supporto governativo agli asset digitali. Se da un lato questa proposta ha suscitato entusiasmo tra alcuni investitori, dall’altro ha sollevato dubbi su possibili conflitti d’interesse e sull’effettiva capacità di garantire trasparenza e sicurezza.

Intanto, l’incertezza resta alta. L’eventuale continuazione del sell-off dipenderà dalla risposta dei mercati a questi eventi e dalla velocità con cui le autorità sapranno intervenire. Il settore crypto, oggi più che mai, si trova a un bivio tra maturazione e vulnerabilità.

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