Barclays ha alzato il target price di Telecom Italia (TIM), scatenando l’interesse degli investitori. Cosa sta dietro a questa decisione e quali prospettive si aprono per il titolo?
Negli ultimi mesi, il titolo TIM ha attirato l’attenzione del mercato grazie a importanti sviluppi strategici. La recente decisione di Barclays di alzare il target price ha spinto il titolo ai massimi dal 13 febbraio. Ma quali sono le ragioni dietro questa scelta? Analizziamo gli elementi chiave che hanno convinto gli analisti e le prospettive future del titolo.

L’andamento del settore delle telecomunicazioni in Italia è influenzato da diversi fattori, tra cui la competizione tra operatori e le prospettive di crescita nel segmento B2B. In questo contesto, TIM ha intrapreso azioni strategiche che potrebbero migliorarne la redditività.
Perché Barclays ha alzato il target price di TIM?
Barclays ha aggiornato le proprie stime su TIM, portando il target price da 0,37 euro a 0,40 euro, mantenendo una valutazione Overweight. Questa decisione riflette una visione più ottimista sulle prospettive della società.
Uno dei fattori chiave è la crescente attenzione di TIM sul segmento B2B, che potrebbe garantire una maggiore stabilità dei ricavi e un incremento della redditività. Le previsioni indicano un flusso di cassa positivo tra 540 e 960 milioni di euro a partire dal 2025, grazie a una gestione più efficiente dei costi.
La vendita della rete NetCo a KKR potrebbe rafforzare la posizione finanziaria del gruppo e ridurre il debito. Inoltre, Barclays ritiene che le autorità regolatorie siano più propense a sostenere una razionalizzazione del mercato italiano, favorendo un maggiore equilibrio competitivo.

La recente acquisizione di una quota del 9,8% di TIM da parte di Poste Italiane potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di stabilità per l’azienda, aumentando la fiducia degli investitori istituzionali.
Previsioni degli analisti e prospettive di crescita
Le valutazioni degli analisti su TIM negli ultimi 30 giorni mostrano un orientamento prevalentemente positivo. Oltre a Barclays, anche Kepler Cheuvreux ha rivisto al rialzo il target price a 0,39 euro, mantenendo la raccomandazione Buy. Tuttavia, Exane ha abbassato il target price a 0,28 euro, con giudizio Hold, segnalando una visione più cauta.
Il prezzo obiettivo medio del titolo TIM attualmente si attesta a 0,3353 euro, con un valore massimo di 0,44 euro e un minimo di 0,25 euro. Rispetto all’ultima quotazione di 0,2970 euro, il potenziale di rialzo medio è del 12,91%, mentre il target massimo suggerisce un incremento fino al 48,15%.
Dal punto di vista della valutazione, il rapporto EV/EBITDA previsto per il 2025 è di 5,6, inferiore alla media dei competitor europei di 6,2. Questo dato indica che il titolo potrebbe essere ancora sottovalutato. Inoltre, il rendimento del flusso di cassa libero di TIM è stimato al 7,3%, vicino alla media del settore (7,7%).
La revisione al rialzo del target price da parte di Barclays riflette una crescente fiducia nelle strategie adottate da TIM. Gli investitori dovrebbero monitorare con attenzione l’evoluzione delle iniziative strategiche dell’azienda e le dinamiche del settore per valutare eventuali opportunità di investimento.