Il mercato auto in Italia in crisi: immatricolazioni giù del 6,3% a febbraio. Stellantis crolla del 14%, mentre BYD guadagna terreno.
Cammini per strada e ti rendi conto che qualcosa è cambiato. Meno auto nuove in circolazione, concessionarie con meno afflusso, offerte che sembrano non bastare a smuovere il mercato. Ti sei mai chiesto cosa stia accadendo? I dati di febbraio parlano chiaro: il settore delle immatricolazioni sta vivendo un momento difficile, con una riduzione significativa delle vendite. In un panorama così incerto, persino un colosso come Stellantis sta faticando più del previsto, registrando una flessione molto più marcata rispetto alla media del mercato. Ma se alcuni soffrono, altri colgono l’occasione per farsi strada.

Un nome sta emergendo sempre di più: BYD, il gigante cinese che sta conquistando fette di mercato con le sue auto elettriche. Se da un lato il calo delle immatricolazioni è legato alla fine degli incentivi per le vetture a basse emissioni, dall’altro c’è un evidente cambiamento nelle preferenze dei consumatori. Le ibride dominano la scena, mentre le tradizionali benzina e diesel perdono terreno. Il settore sembra trovarsi a un bivio: o si adatta rapidamente alle nuove richieste del mercato o rischia di essere travolto dalla concorrenza. E Stellantis? Riuscirà a reagire in tempo?
Il mercato auto italiano tra crisi e trasformazione
A febbraio 2025 le immatricolazioni sono diminuite del 6,3%, con un totale di 137.922 unità vendute. La contrazione non ha colpito tutti allo stesso modo. Stellantis ha registrato un calo del 14,1%, riducendo la propria quota di mercato dal 33,1% al 30,4%. L’assenza di incentivi per le auto elettriche e ibride ha frenato la domanda, ma non ha spento l’interesse per le nuove tecnologie. Le ibride rappresentano oggi il 44,6% delle vendite totali, mentre le vetture benzina e diesel sono scese rispettivamente al 26,3% e al 9,7%.

Nel frattempo, un nuovo protagonista si sta affermando: BYD. Il colosso cinese ha conquistato l’1% delle vendite, un segnale forte in un mercato notoriamente difficile per i marchi non europei. L’aumento della presenza dei produttori asiatici è un chiaro indicatore che il settore sta cambiando rapidamente.
Stellantis tra difficoltà e strategie per il futuro
Oltre al calo delle vendite in Italia, Stellantis ha subito una flessione del 16% nelle immatricolazioni europee a gennaio, mentre il mercato complessivo ha perso solo il 2,1%. Questo dimostra che Stellantis sta soffrendo più dei suoi concorrenti e la fiducia degli investitori inizia a vacillare. Negli ultimi 30 giorni gli analisti hanno aggiornato le loro previsioni sul titolo, con valutazioni piuttosto caute.
Il prezzo obiettivo medio per le azioni Stellantis è di 14,35 €, con una previsione massima di 23,00 € e una minima di 9,00 €. Intesa Sanpaolo assegna un prezzo target di 13,30 €, HSBC lo fissa a 13,00 €, Equita SIM a 13,90 € con rating “Hold”, mentre Berenberg abbassa il suo target a 13,50 € con giudizio “Neutral”. Deutsche Bank è la più prudente con 12,00 €.
Per ribaltare la situazione, Stellantis ha annunciato il lancio di 10 nuovi modelli nel 2025, puntando su auto elettrichee una strategia più flessibile. Resta da vedere se queste mosse basteranno per contrastare la concorrenza e riconquistare la fiducia del mercato.