Stellantis affronta un crollo del 70% dell’utile nel 2024: cosa sta succedendo davvero?
Il 2024 si è rivelato un anno estremamente complesso per Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Group. L’azienda ha registrato un calo dell’utile netto del 70%, scendendo a 5,5 miliardi di euro, una contrazione significativa rispetto agli 18,6 miliardi di euro dell’anno precedente. I ricavi netti sono scesi del 17%, attestandosi a 156,9 miliardi di euro, con un calo delle consegne consolidate del 12%.

Questo scenario ha generato preoccupazioni tra analisti e investitori, che cercano di comprendere le cause dietro questa performance negativa. Le tensioni economiche globali, unite a un rallentamento della domanda di veicoli elettrici e all’aumento dei costi di produzione, hanno ulteriormente aggravato la situazione finanziaria del gruppo. Inoltre, l’instabilità nei mercati europei e americani ha avuto un impatto significativo sulle vendite, rendendo ancora più difficile la ripresa a breve termine. Ora, l’attenzione è rivolta alle misure strategiche che il management adotterà per affrontare questa crisi e garantire una stabilità futura.
Le cause del crollo: vendite in calo e problemi operativi
Uno dei principali fattori che hanno contribuito alla riduzione dell’utile di Stellantis è il calo delle vendite negli Stati Uniti, uno dei mercati chiave per il gruppo. Marchi iconici come Jeep, Dodge e Chrysler hanno subito pesanti contrazioni nelle vendite, con una riduzione rispettivamente del 6%, 43% e 47% nel terzo trimestre del 2024. A questo si aggiunge un eccesso di scorte presso i concessionari, che ha aumentato la pressione sui margini di profitto.
Anche in Europa la situazione non è stata favorevole. L’azienda ha affrontato difficoltà operative legate alla transizione verso i veicoli elettrici, con costi elevati per adeguarsi alle normative ambientali e una domanda ancora inferiore alle aspettative. Questi elementi hanno avuto un impatto diretto sulla redditività, rendendo più difficile la gestione delle risorse finanziarie.

L’incertezza interna ha poi aggravato la situazione: nel dicembre 2024, l’amministratore delegato Carlos Tavares ha lasciato il suo incarico, creando ulteriore instabilità. La ricerca di un nuovo CEO è ancora in corso e l’azienda si trova in una fase delicata di transizione manageriale.
Le raccomandazioni degli analisti e la reazione del mercato
Gli analisti finanziari hanno reagito rapidamente al crollo dell’utile di Stellantis, aggiornando le loro raccomandazioni sul titolo. Secondo i dati raccolti su TradingView, il prezzo obiettivo medio per le azioni dell’azienda è di 13,53 euro, con stime che variano da un minimo di 9,00 euro a un massimo di 17,00 euro.
Per quanto riguarda le raccomandazioni degli analisti negli ultimi 30 giorni, il quadro è il seguente:
- Compra adesso: 5
- Compra: 10
- Mantieni: 8
- Vendi: 3
- Vendi adesso: 2
Questi numeri mostrano che la maggior parte degli analisti mantiene un atteggiamento positivo nei confronti di Stellantis, con 15 raccomandazioni di acquisto contro 5 di vendita. Questo suggerisce una moderata fiducia nel fatto che l’azienda possa riprendersi nel medio-lungo termine.
Attualmente, le azioni di Stellantis (STLA) sono quotate a 12,775 USD, registrando una leggera crescita di 0,215 USDrispetto alla chiusura precedente. Tuttavia, il titolo rimane volatile e la performance futura dipenderà dalle strategie che l’azienda adotterà per superare la crisi.