Una vedova o un vedovo deve pagare l’IMU sull’immobile del coniuge defunto? La risposta dipende da diversi fattori, tra cui il diritto di abitazione, le regole sulla prima casa e la classificazione catastale dell’immobile. Vediamo nel dettaglio quando l’IMU è dovuta e quando si può beneficiare dell’esenzione.
Perdere il proprio coniuge è un momento doloroso, ma oltre al lutto si aggiungono questioni burocratiche ed economiche che possono generare dubbi e preoccupazioni. Uno degli interrogativi più frequenti riguarda il pagamento dell’IMU sulla casa coniugale. Il coniuge superstite può mantenere il diritto di abitazione, ma ciò comporta obblighi fiscali specifici.

Inoltre, la normativa stabilisce condizioni precise per l’esenzione dal pagamento dell’imposta. Conoscere le regole consente di evitare spese non necessarie.
Il diritto di abitazione del coniuge superstite
La legge italiana riconosce al coniuge superstite un diritto speciale sulla casa familiare. Secondo l’articolo 540 del Codice Civile, il vedovo o la vedova ha il diritto di abitazione sull’immobile in cui viveva con il coniuge defunto, purché fosse di proprietà del defunto o in comproprietà. Questo diritto consente di continuarci a vivere fino alla fine della propria vita.
Dal punto di vista fiscale, il diritto di abitazione ha un impatto diretto sul pagamento dell’IMU. Chi detiene questo diritto è considerato l’unico soggetto passivo dell’imposta, anche se la nuda proprietà passa agli altri eredi. Tuttavia, se l’abitazione è prima casa e non appartiene alle categorie catastali di lusso (A/1, A/8, A/9), l’IMU non è dovuta.

L’esenzione vale solo se il coniuge superstite mantiene la residenza nell’immobile. Se si trasferisce, l’imposta diventa dovuta.
Quando l’IMU è dovuta e chi deve pagarla
Non sempre il coniuge superstite è esonerato dall’IMU. Se l’immobile rientra tra quelli di categoria catastale di lusso, l’imposta è dovuta anche se è la residenza principale. In questo caso, il coniuge superstite calcolerà l’IMU in base all’aliquota comunale.
Un altro caso riguarda le seconde case. Se il coniuge superstite eredita altri immobili oltre alla casa principale, dovrà pagare l’IMU su questi ultimi. Inoltre, se la casa coniugale viene data in affitto, il diritto di abitazione decade e l’imposta spetta al proprietario.
Per gli altri eredi, la situazione varia in base alla titolarità dell’immobile. Se il coniuge superstite ha il diritto di abitazione, i figli o altri eredi con la nuda proprietà non devono versare l’IMU. Tuttavia, se il diritto di abitazione non viene esercitato, l’IMU viene ripartita tra tutti i proprietari in base alle quote ereditarie.
In definitiva, verificare la categoria catastale dell’immobile, il diritto di abitazione e la residenza effettiva del coniuge superstite è essenziale per capire se l’IMU è dovuta. In caso di dubbi, consultare un commercialista o un CAF aiuta a evitare errori e rispettare la normativa.