Negli ultimi anni, il numero di pensionati italiani che scelgono di trasferirsi all’estero è diminuito drasticamente. Secondo i dati INPS, nel 2023 i trasferimenti sono calati del 23,5% rispetto al 2019, con meno pensionati che decidono di lasciare l’Italia per godersi la pensione in un altro Paese. Cosa sta succedendo e quali sono le cause di questa inversione di tendenza?
Per anni, il trasferimento all’estero è stato una scelta vantaggiosa per molti pensionati italiani, grazie a un costo della vita inferiore e a regimi fiscali favorevoli in diversi Paesi. Tuttavia, dal 2019 a oggi, il numero di coloro che decidono di stabilirsi all’estero è sceso significativamente, passando da 4.064 trasferimenti nel 2019 a 3.110 nel 2023.

Le ragioni di questo calo sono molteplici: alcune destinazioni hanno ridotto i vantaggi fiscali per i pensionati stranieri, mentre l’incertezza economica e geopolitica ha reso meno attraente il trasferimento fuori dall’Italia. Vediamo nel dettaglio quali sono i principali fattori che hanno contribuito a questo fenomeno.
Perché i pensionati italiani emigrano sempre meno?
Uno dei motivi principali della riduzione dei pensionati italiani all’estero è il cambiamento dei regimi fiscali nei Paesi più gettonati. Il Portogallo, per esempio, ha modificato le agevolazioni fiscali, imponendo una tassazione del 10% sulle pensioni estere, mentre in passato garantiva l’esenzione totale. Questa nuova politica ha reso il Paese meno conveniente rispetto agli anni precedenti.
Anche la Spagna ha introdotto misure più restrittive per chi decide di trasferirsi stabilmente, mentre altre mete tradizionalmente popolari, come la Tunisia e la Romania, hanno visto un aumento del costo della vita, riducendo il vantaggio economico per i pensionati.

Parallelamente, cresce la preoccupazione per la stabilità politica e sanitaria di alcuni Paesi extraeuropei, spingendo molti italiani a preferire una permanenza in patria piuttosto che affrontare un trasferimento in luoghi con sistemi sanitari meno efficienti.
Quali sono le mete più scelte dai pensionati italiani?
Nonostante il calo generale, alcuni Paesi stanno registrando un aumento dei pensionati italiani. La Tunisia, ad esempio, ha visto un incremento del 46% negli ultimi cinque anni, mentre l’Albania è passata da 10 pensionati italiani nel 2019 a 100 nel 2023.
L’interesse per questi Paesi è legato a un costo della vita ancora molto basso e a regimi fiscali più favorevoli rispetto all’Italia. In Albania, per esempio, le pensioni estere non sono tassate per i primi dieci anni di residenza, un incentivo che sta attirando sempre più pensionati italiani.
Attualmente, le pensioni pagate all’estero rappresentano il 2,3% del totale delle pensioni INPS, distribuite in oltre 160 Paesi. Tuttavia, il numero complessivo delle pensioni estere è diminuito del 17% tra il 2016 e il 2023, segno che il trend di riduzione riguarda sia i nuovi trasferimenti che le pensioni già in pagamento.
La riduzione del numero di pensionati italiani all’estero è un fenomeno che riflette i cambiamenti nelle politiche fiscali, nelle condizioni economiche globali e nelle preferenze personali dei pensionati. Se un tempo trasferirsi fuori dall’Italia rappresentava un’opzione vantaggiosa sotto molti aspetti, oggi sempre più persone scelgono di rimanere nel Paese, valutando con maggiore attenzione i pro e i contro di un trasferimento all’estero.