Ogni anno le regole cambiano e chi riceve la pensione di invalidità rischia di commettere un errore che potrebbe costare caro. Un dettaglio apparentemente banale potrebbe mettere a rischio l’assegno mensile. Cosa sta succedendo nel 2025? Quali sono le nuove insidie? Meglio informarsi subito per non avere brutte sorprese.
Ricevere la pensione di invalidità è un aiuto essenziale per molte persone, ma basta una svista per trovarsi nei guai. Nel 2025 ci sono novità che potrebbero avere un impatto importante: c’è chi rischia di perdere l’assegno o di vedersi sospendere il pagamento per un errore evitabile.

La burocrazia non perdona e spesso i cambiamenti normativi non vengono comunicati in modo chiaro. Chi percepisce la pensione di invalidità deve prestare attenzione a ogni dettaglio: dichiarazioni dei redditi, visite di revisione, aggiornamenti sulla propria condizione. A volte un semplice modulo non consegnato in tempo può bloccare tutto.
Ma qual è l’errore più pericoloso che potrebbe mettere a rischio il proprio assegno?
Attenzione alle nuove soglie di reddito: il rischio di perdere l’assegno
Una delle principali cause di decadenza della pensione di invalidità è il superamento delle soglie di reddito previste dalla legge. Ogni anno l’INPS stabilisce dei limiti oltre i quali si perde il diritto alla prestazione e nel 2025 questi valori potrebbero subire variazioni.

Per il 2025, l’INPS ha stabilito le seguenti soglie di reddito:
- Pensione di inabilità per invalidi civili totali: importo mensile di €333,33, con un limite di reddito annuo di €19.461,12.
- Assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali (74%-99%): importo mensile di €333,33, limite di reddito annuo di €5.725,46.
Questi valori potrebbero essere soggetti a variazioni con l’adeguamento delle pensioni, previsto per il 2025. È fondamentale tenere sotto controllo eventuali aggiornamenti ufficiali per evitare spiacevoli sorprese.
Molte persone credono che piccoli aumenti di reddito non facciano la differenza, ma basta poco per superare il limite e trovarsi con l’assegno sospeso o revocato. Chi ha entrate aggiuntive da piccoli lavori occasionali, pensioni integrative o rendite deve monitorare attentamente il proprio reddito e segnalare ogni variazione.
Nel 2025 potrebbero esserci nuove regole sull’autocertificazione dei redditi: una mancata comunicazione o un errore nella compilazione potrebbe portare a sospensioni immediate. Meglio non lasciare nulla al caso.
Revisione sanitaria: un appuntamento da non perdere
Un altro errore critico riguarda le visite di revisione. Molti beneficiari della pensione di invalidità devono sottoporsi a controlli periodici per verificare se i requisiti sanitari siano ancora validi.
Spesso le comunicazioni dell’INPS possono arrivare in ritardo o essere poco chiare. Questo porta molte persone a dimenticare la visita di revisione o a non presentare la documentazione richiesta nei tempi previsti. Il risultato? La pensione di invalidità viene sospesa e riattivarla può essere un percorso lungo e complicato.
Per evitare problemi, è essenziale tenere sotto controllo la propria situazione sanitaria e i calendari di revisione. Se si riceve una convocazione, è fondamentale presentarsi con tutta la documentazione medica aggiornata. In alcuni casi, può essere utile farsi seguire da un medico specialista o da un patronato per evitare contestazioni.
Nel 2025, la digitalizzazione delle pratiche sanitarie potrebbe portare a controlli più frequenti e automatizzati. Ogni dettaglio sarà sotto esame. Perdere una scadenza o non presentare una certificazione potrebbe avere conseguenze pesanti. Meglio essere preparati per evitare brutte sorprese.