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Alzheimer, scovato il campanello d’allarme che aiuta nella prevenzione: ecco a cosa fare attenzione

Pubblicato da
Stefania Guerra

L’Alzheimer è una delle forme di demenza più note e anche più temute; sempre più persone si ammalano e si punta alla prevenzione.

La medicina ad oggi non ha ancora trovato una cura risolutiva per l’Alzheimer, che distrugge le cellule cerebrali inesorabilmente. Il suo decorso, però, si è scoperto essere molto lento e allora una delle armi più efficaci risiede nella prevenzione.

Esistono segnali predittivi dell’Alzheimer e possiamo prevenirlo meglio – Crypto.it

Mentre gli scienziati studiano vaccini o terapie alternative a quelle attuali, altri esperti stanno cercando di individuare i segnali precoci di questa terribile malattia. Le cause dell’Alzheimer non sono ancora chiare ma di certo vi è una serie di fattori, spesso concomitanti che portano all’innesco.

Di recente alcuni studi hanno notato un dettaglio che dovrebbe far riflettere tutti. Parliamo di una condizione che sarebbe in grado di predire l’Alzheimer almeno 15 anni prima. Ecco di cosa si tratta.

Occhio alla tua salute oggi, perché un particolare potrebbe indicare una propensione all’Alzheimer

Alcuni studi hanno individuato nell’eccesso adiposo attorno all’addome una condizione che, tra le altre cose, potrebbe portare molto più facilmente alla demenza.

Il grasso addominale aumenta le probabilità di avere l’Alzheimer – Crypto.it

Sappiamo che l’obesità o il sovrappeso di per sé sono condizioni che innescano problemi di salute anche gravi, tra i quali ipertensione e diabete di tipo 2, ma i ricercatori hanno scoperto altro. Il “colpevole” sarebbe proprio il grasso viscerale.

A scoprire la connessione con la degenerazione del cervello, alcuni scienziati della Radiological Society of North America. Per dimostrare questa teoria hanno effettuato dei test e delle scansioni cerebrali su pazienti. Il team ha analizzato i dati di 54 volontari sani tra i 40 e i 60 anni di età con valori di obesità moderata (la classica “pancetta”, potremmo dire) e ciò che è emerso è che:

le persone che presentavano una proporzione più elevata di grasso viscerale rispetto al grasso sottocutaneo o periferico avevano anche una maggiore deposizione di amiloidi nella regione mediale della corteccia parietale superiore

In pratica, una delle parti di cervello che vengono colpite dall’Alzheimer sembra cominci a essere compromessa già molti anni prima dei sintomi evidenti della malattia.

Questi studi dimostrano che l’innesco della demenza è molto probabilmente dovuto alle infiammazioni del cervello che avvengono più frequentemente quando l’organismo non è in piena salute. Ecco perché l’Alzheimer si combatte innanzitutto fin da giovani, seguendo uno stile di vita sano e senza eccessi.

D’altronde i ricercatori stessi dicono da sempre che molte malattie, anche gravi come le demenze o i tumori, nella maggior parte dei casi potrebbero essere evitati. Non ci resta dunque che pensarci per tempo, prima che sia troppo tardi.

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